Lido Cala Paura


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Storia

Lido Cala Paura nacque nel 1989, ebbe inizio con 10 pedalò, la spiaggia era qualcosa d’indescrivibile, poiché fosse tutto un disastro, senza perderci d’animo cominciammo ,a dar luce a questo incantevole posto. Nel 1990 venne eletto Sindaco il Sig. Simone Di Giorgio che con la sua amministrazione incominciò a valorizzare Polignano nel campo turistico. A tal punto decidemmo di chiedere qualche autorizzazione, anche se inizialmente avemmo un po’ di difficoltà,ma nonostante ciò,insistemmo per la realizzazione di uno stabilimento balneare. Ci fu l’approvazione dalla Capitaneria di Porto di Monopoli e Polignano, ma non dalla Capitaneria di Porto di Bari, perchè Polignano non rientrava nei canoni di un paese turistico. Nel 1995 riproponemmo il progetto, come spiaggia attrezzata,ma quest’ultimo rimase in sospeso per 5 lunghi anni. Nel 2000 grazie all’aiuto di un amico, riuscimmo a sbloccare in parte questa situazione,poiché non avemmo ancora l’autorizzazione da Bari, anche se nel 2001 avemmo dal comune di Polignano, l’approvazione per la costruzione di un gazebo in legno. Nuovamente, decidemmo di riprovare, quindi riformulammo il progetto, raddoppiando la struttura e mi recai personalmente alla Capitaneria di Bari, nella quale ebbi un colloquio direttamente con il Capitano, che mi disse:”Tu, non t’arrendi mai!!” e gli spiegai le nuove variazioni. Dopo qualche anno, ci fu l’approvazione ed avviammo il progetto. Nel 2002 fu bloccato, dal Ingegnere, il quale decise di revocare l’autorizzazione, nonostante fu il primo a concedere l’approvazione. Nel 2004, presentai la domanda includendo i servizi idonei inerenti all’igiene, come docce e toilette, ma l’ Ingegnere, bocciò il progetto, con la scusa che a Polignano non si potesse costruire qualcosa del genere. Nonostante, tante ostacolazioni, non m’arresi e lo ripresentai, inseguito fu accettato. Verso la fine della costruzione del progetto, chiesi una variazione che inizialmente fu concessa e poi improvvisamente bocciata. Qualcosa suonava male, chiesi aiuto ad un mio amico ed riuscimmo a far proseguire i lavori. Nel 2006 presentai una richiesta al Comune di Polignano, inerente alla presenza di un parcheggio, fu approvata, ma non riconosciuta dalla regione. Per fortuna, era stata emanata una legge, la quale prevedeva che il potere decisionale, in base a quanto richiesto doveva essere preso in atto dal Comune. Contemporaneamente continuò il piano della spiaggia, la regione rispedì la pratica al Comune, che mi comunicò, che stavano provvedendo alla realizzazione del piano spiaggia e affinché non fosse approvato questo progetto, loro non potevano rilasciarmi l’autorizzazione. Sono passati 20 anni ed ancora non ho avuto l’approvazione per terminare la struttura, che in due mesi sarebbe realizzabile. Non importa, perchè a malincuore ho deciso di non continuare più questa lunga lotta, che secondo me non avrà mai fine! Avrei da dire tante cose, soprattutto all’amministrazione, quando parlano del turismo, ma attualmente credo che non né valga la pena, ho voluto solo raccontare la mia storia, come sfogo personale, che ho portato dentro in questi lunghi anni.

Regione Puglia

Nonostante ostacoli e burocrazia venne presentato un progetto per la realizzazione di una veranda, al quale ogni giorno ci presentammo alla regione per far sì che fosse esaminata la pratica. Trascorsero 2 anni per avere un colloquio con il funzionamento regionale e 5 minuti per bocciare il progetto.
Vigili urbani

Ci recammo ai vigili per delle informazioni, che prevedevano l’apertura d’un bar sulla spiaggia e incominciammo a parlare con il Tenente,che ci comunicò tutto quello che dovevamo fare, annotandomelo su un foglio, ma si soffermò, sull’autorizzazione della concessione demaniale, poiché fosse la più difficile d’ottenere. A tal punto, gli dissi che di quell’autorizzazione, ne ero già in possesso ed inaspettatamente, l’umore del Tenente mutò e mi strappo il foglio sul quale m’aveva notato tutte le procedure che dovevo svolgere, inoltre mi disse, che queste cose che t’ho detto le devi ricordare a memoria.

Comune


Presentammo una variante, ne discutemmo con il Tecnico competente, parlammo con l’Assessore è ci diedero il consenso mandando la pratica a Bari, dove venne approvata comunicandomelo con una lettera, includendo i pagamenti sui i diritti di segreteria. Dopo aver pagato gli appositi diritti, mi recai per ritirare la pratica e mi dissero che era stata bocciata.

Prefettura

Presentammo un ricorso ci mandarono una lettera per discutere del verbale. Nel momento in cui ci presentammo, ci mandarono via, dicendoci:”Che cosa siete venuti a fare?” Dopo 10 giorni arrivo un’altra lettera che il ricorso non era stato accettato e notammo che avevano raddoppiato il verbale.

Enel

Chiedemmo un aumento di potenza ci mandarono un preventivo, lo firmammo. Aspettammo 7 mesi ci accorgemmo di aver pagato la domanda, ma di non aver avuto l’aumento di potenza . Chiedemmo spiegazioni, ci risposero che non era possibile aumentare la potenza,perché mancava la linea. Rinviammo un’ altra domanda e passarono altri mesi senza risposta. Inseguito ricevemmo delle bollette mensilmente come se c’avessero aumentato la potenza. A tal punto ci rivolgemmo presso l’ufficio Enel, i quali provarono a sbloccare la pratica, ma era ancora tutta bloccata. Infine decidemmo di rivolgerci, legalmente, quindi tramite un avvocato gli abbiamo mandato tre lettere, di cui ancor oggi non abbiamo avuto risposta.


N.B. In questi 20 anni abbiamo salvato 15 persone che si sono trovate in difficoltà in mare, non avendo mai un ringraziamento, ma c’è bastato solo il “Grazie” della gente che abbiamo aiutato, poiché proviene dal cuore, quindi è “Sincero”. Grazie ancora!!



STORIE DI SALVATAGGI




* Una mattina verso le 11:00 ci comunicarono,che nei pressi della Grotta delle Rondinelle, c’era una una ragazza in serie difficoltà, immediatamente scattò il servizio d’emergenza . Nonostante il mare fosse terribilmente agitato, prendemmo la barca e ci recammo, contemporaneamente chiamammo il 118,che giunse sul posto,ma non potette far nulla, perché la ragazza si trovava su una roccia, quindi l’unica soluzione per raggiungerla era via mare, anche se le onde non permettevano d’avvicinarci, poiché aumentavano sempre più rischiando di schiantarci tutti. A tal punto, feci retromarcia, basandomi al movimento delle onde, in una frazione di tempo il mio bagnino, afferrò la ragazza e subito misi il motore alla massima potenza e riuscimmo a salvarci, poiché mancava poco che ci schiantassimo tutti.

* In una giornata soleggiata verso mezzogiorno, c’accorgemmo che stava per giungere un temporale, quindi avvisammo la gente, per far sì che rientrassero tutti i pedalò, ma all’appello ne mancava uno. Il cielo diventava sempre più minaccioso, senza perder tempo presi la barca di salvataggio e i miei due bagnini e m’avviai verso la Grotta Palazzese . Arrivati sul posto, notammo il pedalò, e comunicammo alla coppia che stava per scoppiare una forte temporale. Mentre legammo il pedalò alla barca, notai che il mare stava cambiando colore, che qualcosa non andasse, che non fosse un semplice temporale, in quel momento, non sapevo se affrontare le onde o rimanere nella grotta. Dopo qualche secondo di panico decisi di tornare alla mia spiaggia, c’avviammo, le difficoltà erano enormi, il vento era così forte, che non consentiva alla barca di camminare, eravamo quasi fermi, ma per fortuna raggiungemmo Cala Paura, come mettemmo piede sulla spiaggia, si verificò un uragano, che mai nessuno potrà dimenticare. La cosa più bella il ringraziamento, della coppia che non potrà mai cancellare il ricordo di quella giornata.

* In una mattina di sole,mentre aumentava il mare grecale, una signora di Roma, tentò di bagnarsi, ma all’improvviso un’onda anomala, la tirò con se. Subito c’avvisarono e ci recammo sul posto, in cui oltre alla donna c’era anche un uomo, che si era tuffato per aiutare la signora. A tal punto decidemmo di lanciarli due salvaggenti , consigliandoli di nuotare fino alla Gratto delle Rondinelle, il ragazzo seguì il mio consiglio. Ad un certo punto notammo che le onde misero in difficoltà il ragazzo che era stremato, poiché uno dei miei due bagnini fosse tuffatore delle grandi altezze al mio via si tuffò dalla Gratto delle Rondinelle alta 20 metri, prese il ragazzo e la signora stremati e li portò in salvo. Avrebbe meritato una medaglia d’oro .

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